
Inserimento lavorativo | Presentata oggi a Palazzo Balbi la prima ricerca sul placement degli studenti in uscita dal sistema IeFP regionale.
A sei mesi dal termine del proprio percorso di studi quasi la metà degli studenti e delle studentesse in uscita dai percorsi di istruzione e formazione professionale del Veneto ( “IeFP”) risulta avere un contratto di lavoro. A un anno ad averlo sono due giovani su tre e a due anni ben otto su dieci. Inoltre, il tasso di inserimento lavorativo sale con il crescere del livello di studi, un fattore che favorisce anche contratti più lunghi e riduce il gap occupazionale di genere.
A rilevarlo è la prima ricerca su larga scala che ha indagato l’ingresso nel mondo del lavoro di quasi la metà degli allievi qualificati e diplomati del sistema IeFP Veneto (8.694 allievi) in uscita nel triennio 2022-2024.
Presentata questa mattina in anteprima a Palazzo Balbi, la ricerca è stata realizzata da Ficiap Veneto ‒ realtà aderente a Forma Veneto, l’associazione che riunisce e rappresenta quasi la totalità (93%) degli enti e delle scuole IeFP del Veneto ‒ in collaborazione con Veneto Lavoro.
«Quanto mette in luce l’indagine ci consente di ribadire con ulteriore consapevolezza il valore della IeFP e il suo ruolo strategico sia per i giovani e le famiglie che per l’occupazione e l’economia del territorio. Ma anche a dare forza alla sua “candidatura” a protagonista nella filiera tecnologico professionale, la cosiddetta “4+2”» ha evidenziato Matteo RONCARÀ, presidente di Forma Veneto.E ancora: «Confidiamo che la ricerca possa costituire un punto di partenza per un lavoro più ampio ed esaustivo con Veneto Lavoro, con l’obiettivo di definire una piattaforma stabile di monitoraggio delle transizioni lavorative della IeFP. Questo potrà essere utile a una maggiore valorizzazione dell’efficacia del sistema formativo veneto ma anche alla programmazione regionale, perché crediamo potrà contribuire a una migliore definizione dell’offerta formativa (contenuti e qualità dei corsi) e a una più mirata destinazione delle risorse».
L’indagine arriva in un momento importante per il sistema IeFP del territorio, perché alla vigilia dell’atto di indirizzo regionale che entro l’estate regolamenterà in Veneto la filiera “4+2” per la IeFP. Tale percorso consente agli studenti di accedere direttamente, da un lato, all’esame di maturità, dall’altro agli ITS Academy dopo il conseguimento del diploma professionale quadriennale, ossia senza dover sostenere il quinto anno integrativo.
L’indagine
Prima di proporre i maggiori dati emersi dalla ricerca, si sottolinea anzitutto che circa metà dei ragazzi che non risultano avere un contratto di lavoro al momento della rilevazione ha scelto di proseguire gli studi.
Entrando ora in dettaglio nell’analisi del tasso di inserimento lavorativo (TIL) e guardando in primo luogo al numero complessivo degli studenti in uscita nei tre anni (stabili tra loro nei dati per i diversi aspetti), si è rilevato che a sei mesi dal conseguimento del titolo risulta in media occupato il 44,1% di loro, percentuale che sale al 59,4% a un anno dal completamento degli studi. Per gli studenti usciti nel 2022 e nel 2023 – per i quali è dunque disponibile anche la rilevazione temporale più estesa –, il valore medio raggiunge il 75% a diciotto mesi e supera l’80% a due anni dal diploma o dalla qualifica.
I dati, inoltre, rilevano – aspetto questo meritevole di particolare attenzione – come all’aumentare del livello del titolo conseguito (qualifica di terzo anno, diploma di quarto anno)cresca anche il tasso di inserimento lavorativo dei giovani. A un anno dalla fine degli studi, infatti, il dato medio del triennio per i qualificati (percorso triennale, in totale 6.471 allievi) ci dice che ad avere un contratto di lavoro è il 56,3%, percentuale che per i diplomati (quarto anno, 2.121 ragazzi in totale) sale al 68,3%, con un divario di ben 12 punti percentuali tra i due livelli formativi.
TIL per macroaree formative
E ancora, se l’indicatore di placement è analizzato guardando alle maggiori macroaree formative, emerge come queste presentino anche le migliori performance occupazionali. Si osserva a titolo di esempio che a un anno dal compimento degli studi, rispetto a una percentuale media del 55,1% per il globale dei giovani qualificati usciti nel 2024, il TIL di quelli provenienti da percorsi del settore meccatronico (veicoli a motore, meccanico, elettrico, informatico) è del 61,6%, il 58,80% per quelli dei percorsi attinenti ai settori ristorazione, bar e sala, e produzioni agroalimentari, il 59,7% per i corsi dell’area benessere (estetica e acconciatura).
Divario di genere nell’inserimento lavorativo di ragazzi e ragazze
Anche i dati relativi al genere ci consegnano alcuni elementi interessanti. A un anno dal titolo, il tasso medio di inserimento lavorativo nel triennio è del 53,8% per le ragazze contro il 62,6% per i ragazzi, con un divario di 8,8 punti percentuali. Un gap che si riduce all’aumentare del livello di formazione: tra i diplomati la differenza tra i due scende a 0,5 punti percentuali (67,9% per le donne, 68,4% per gli uomini), segno che una formazione professionale più avanzata aiuta a colmare un gap che nel mercato del lavoro rimane spesso evidente. Nella lettura globale di tale divario serve però considerare anche la decisa diversa distribuzione di genere tra i settori formativi (ad esempio, benessere per le ragazze e meccatronico per i ragazzi).
Tipologia contrattuale studenti IeFP occupati
Si è inoltre osservata anche la tipologia di rapporto di lavoro dei giovani risultati occupati.Tra le forme contrattuali prevalenti, in generale, figurano il tempo determinato e l’apprendistato, un contratto di lavoro, quest’ultimo, formalmente a tempo indeterminato (durata triennale). A sei mesi dal compimento degli studi, considerando le più principali forme contrattuali, l’apprendistato è il contratto più diffuso tra gli studenti IeFP occupati, pari al 45,5%, il lavoro determinato tocca soglia 29,4%, l’indeterminato il 4,5%. Guardando invece a un anno dalla fine degli studi, continua a prevalere l’apprendistato (43,1%), ha un contratto di tempo determinato il 33,6% dei giovani e a tempo indeterminato il 7,2%.
