Statuto

Il nostro statuto

STATUTO “FORMA” Veneto

Associazione Veneta Enti di Formazione Professionale

CAP. 1° – DENOMINAZIONE· SEDE· SCOPI

Art. 1
L’Associazione regionale Enti di Formazione Professionale denominata “FORMA” è promossa dalle ACLI, dalla CISL, da CONFAP, e da COLDIRETTI, ed ha lo scopo di dare stabile rappresentanza, organizzazione unitaria e supporto operativo e gestionale agli organismi di formazione professionale che riconoscono nella Dottrina Sociale della Chiesa la prospettiva da cui origina la propria attività.

FORMA viene costituita con compiti di rappresentanza e di coordinamento della categoria; è una associazione non riconosciuta, non ha fini di lucro ed esplica la propria attività principalmente nel Veneto.

Ha sede in Padova.

Il Consiglio Direttivo ha facoltà di trasferire la sede nell’ambito della Regione del Veneto

Art. 2

Sono soci fondatori della Associazione le seguenti strutture di carattere regionale, emanazioni delle organizzazioni promotrici che operano nel campo della formazione professionale, dell’orientamento e della promozione sociale e del lavoro: ENAIP VENETO (Ente Regionale Acli Istruzione Professionale), IAL VENETO, le Associazioni CNOS FAP VENETO e FICIAP VENETO, in rappresentanza della CONFAP (Confederazione Nazionale Formazione Aggiornamento Professionale) e l’Associazione “Centro Regionale IRIPA VENETO” (Istituto Regionale Istruzione Professionale Agricola).

I legali rappresentanti delle Associazioni che hanno sottoscritto l’Atto Costitutivo di Forma Veneto, al termine del loro mandato di legali rappresentanti, mantengono all’interno dell’Associazione Forma la qualifica di soci ad personam.

Possono associarsi alla Associazione organizzazioni, associazioni, fondazioni, enti, cooperative ed istituzioni che siano disposti ad aderire e a collaborare nell’attuazione dei suoi fini istituzionali e ad osservare il presente Statuto.

Per aderire alla Associazione un organismo deve operare nel campo della formazione professionale, non deve avere scopo di lucro, deve essere impegnato ad operare secondo un progetto formativo ed educativo che si ispiri ai principi della Dottrina Sociale della Chiesa e non deve essere emanazione di parti politiche o di enti pubblici.

L’adesione alla Associazione e la partecipazione alla sua vita associativa sono a tempo indeterminato e non possono quindi assumere carattere temporaneo, salvo in ogni caso il diritto di recesso.

Ogni associato ha diritto dì voto nell’Assemblea indipendentemente dalla natura e dal contenuto delle deliberazioni da adottare.

La loro ammissione è deliberata dal Comitato Direttivo con la maggioranza dei due terzi dei membri.

L’esclusione di un associato può essere deliberata dalla Assemblea, con la maggioranza dei tre quarti dei membri, per gravi violazioni degli indirizzi programmatici fondamentali dell’Associazione, per grave e reiterata inosservanza degli obblighi imposti dalle norme statutarie e da deliberazioni dell’Assemblea, per comportamenti gravemente incompatibili con i princIpi ai quali si ispirano le finalità della Associazione.

Art. 3

L’Associazione opera con riferimento ai principi ispiratori della Dottrina Sociale della Chiesa particolarmente per quanto riguarda l’impegno nel campo educativo alla formazione integrale della persona, e coerentemente persegue i seguenti scopi:

  • la promozione morale, culturale e civile dei lavoratori e dei cittadini nel quadro di un sistema di educazione permanente;
  • l’orientamento e la realizzazione di iniziative ed interventi connessi alle politiche attive del lavoro;
  • la valorizzazione professionale delle forze di lavoro di tutti i settori delle attività produttive.

Art. 4

L’Associazione svolge un ruolo unitario di rappresentanza dei Soci di fronte a terzi nelle azioni concordate ed approvate dai medesimi. In particolare tale rappresentanza potrà realizzarsi nei seguenti ambiti:

  • nei contatti politici a livello regionale;
  • di fronte alle pubbliche amministrazioni regionali, provinciali e/o comunali del Veneto nell’interesse di tutti i Soci;
  • negli organismi ecclesiali;
  • nel curare gli interessi dei Soci per favorire un adeguato sviluppo delle politiche generali riguardanti il cambiamento organizzativo e gestionale degli organismi rappresentati;
  • nelle trattative sindacali per il rinnovo del contratti di lavoro della categoria e nella contrattazione decentrata.

L’Associazione promuove e realizza i seguenti servizi:

  • azioni di integrazione tra scuola e formazione professionale e del mondo del lavoro nonché attività di supporto per l’adeguamento delle strutture formative dei Soci agli standard di qualità fissati dalla Associazione anche per il conseguimento del marchio di qualità;
  • L’Associazione programma progetta e realizza in via sussidiaria attività Inerenti la formazione e l’orientamento ed i processi evolutivi del sistema di formazione professionale. Tali attività possono essere realizzate direttamente e/o affidando ai propri soci sia specifiche elaborazioni che la gestione nell’ambito del territorio o del settore di competenza.

Art. 5

Sia l’Associazione che i Soci operano in piena autonomia giuridico-funzionale ed amministrativa ed assumono esclusiva responsabilità per le obbligazioni rispettivamente contratte.

Art. 6

Gli associati all’Associazione si devono attenere alle norme contenute nel presente Statuto.

CAP. 2° • ORGANI DELLA ASSOCIAZIONE E LORO FUNZIONAMENTO

Art. 7

Sono organi dell’Associazione:

1) L’Assemblea degli Associati;

2) Il Presidente;

3) Il Consiglio Direttivo;

4) Il Collegio dei Sindaci;

5) Il Collegio del Probiviri.

Art. 8 L’ASSEMBLEA

L’Assemblea è composta da tutti gli associati ed è l’organo sovrano dell’Associazione.

L’Assemblea si riunisce, di norma, una volta l’anno con un preavviso di quindici giorni.

E’ di competenza dell’Assemblea la nomina:

  • del Consiglio Direttivo;
  • del Collegio dei Sindaci.

Spetta, inoltre, all’Assemblea:

  • deliberare sull’esclusione degli associati;
  • fissare gli indirizzi programmatici fondamentali cui deve improntarsi l’attività della Associazione;
  • fissare le lince generali di intervento cui devono attenersi i singoli Soci nei rapporti con l’Associazione stessa;
  • deliberare, non oltre il 30 giugno di ogni anno, sul Bilancio al 31 dicembre dell’anno precedente e sul Bilancio di previsione per l’anno successivo;
  • deliberare, con maggioranza qualificata, e su indicazione del comitato direttivo, le eventuali modifiche dello Statuto;
  • deliberare sul trasferimento della sede della Associazione, deliberare sullo scioglimento e la liquidazione della Associazione e sulla devoluzione del suo patrimonio;
  • deliberare su proposta del comitato direttivo, su qualsiasi argomento di carattere straordinario sottoposto all’approvazione dell’Assemblea.

L’Assemblea è convocata dal Presidente ogni qualvolta questi lo ritenga opportuno oppure ne sia fatta richiesta da almeno un terzo dei soci aderenti o da almeno un terzo dei membri del Consiglio Direttlvo oppure dal Collegio dei Sindaci.

La convocazione è fatta mediante lettera, fax, o e-mail contenente l’indicazione del luogo, del giorno e dell’ora della riunione sia di prima sia di seconda convocazione.

In prima convocazione l’Assemblea è validamente costituita ed è atta a deliberare qualora siano presenti almeno i due terzi (2/3) degli aventi diritto. In seconda convocazione l’Assemblea è valida qualunque sia il numero dei soci intervenuti.

Ogni associato ha diritto a un voto, esercitabile anche mediante delega apposta in calce all’avviso di convocazione. La delega può essere conferita solamente ad altro associato che non sia Consigliere, sindaco o dipendente della Associazione stessa. Ciascun delegato non può farsi portatore di più di una delega.

Le deliberazioni sono assunte con il voto favorevole della maggioranza dei presenti.

Per l’approvazione dei Regolamenti occorro il voto dei due terzi (2/3) dei componenti l’Assemblea.

Per le delibere di modifiche statutarie, di scioglimento della Associazione e devoluzione del suo patrimonio, a seguito di proposta di almeno i 2/3 dei rappresentanti delle strutture di carattere regionale di cui all’art.2, 1° comma, occorre la maggioranza qualificata degli associati.

Art. 9  IL PRESIDENTE

Il Presidente della Associazione è nominato dal Consiglio Direttivo su proposta dei rappresentanti delle strutture di carattere regionale di cui all’art. 2, comma 1°, e dura in carica tre anni.

1l Presidente, ha la rappresentanza politica e legale della Associazione nei confronti delle Pubbliche Istituzioni nonché di fronte a terzi e In giudizio.

Compete al Presidente la firma degli atti e dei documenti politici inerenti ai rapporti tra l’Associazione e i Soci, nonché le Istituzioni ed i soggetti terzi.

Firma tutti gli atti che impegnino la Associazione sia nel confronti dei Soci, sia nei confronti dei terzi.

Adotta, in caso di necessità, decisioni normalmente di competenza del Consiglio Direttivo con l’obbligo di chiederne ratifica nella riunione immediatamente successiva.

Spetta al Presidente convocare e presiedere il Consiglio Direttivo e l’Assemblea degli Associati.

Il Presidente può delegare proprie funzioni e prerogative al Vice Presidente o ai Vicepresidenti ed eventualmente anche a Consiglieri Delegati.

Art. 10 IL CONSIGLIO DIRETTIVO

E’ l’organo cui compete la gestione dell’Associazione. E’ presieduto del Presidente del!’ Associazione.

Elegge nel suo seno il Presidente ed il Vicepresidente o due Vicepresidenti con la maggioranza dei suoi componenti.

Il Consiglio Direttivo è composto da un numero variabile da 5 a 7 componenti di cui 5 sono di diritto i rappresentanti delle strutture di carattere regionale di cui all’art. 2, comma 1°, i rimanenti vengono eletti tra i componenti dell’Assemblea su proposta dei medesimi.

1l Consiglio Direttivo resta in carica tre anni.

Spetta al Consiglio Direttivo proporre all’Assemblea le modifiche statutarie.

Spetta al regolamento, con voto dell’Assemblea, decidere la quantità da 5 a 7 dei componenti il Consiglio Direttivo.

Il mandato può essere, sia collegialmente sia individualmente, revocato dall’Assemblea, in qualsiasi momento a maggioranza dei 2/3.

Nella stessa riunione in cui è disposta la revoca del mandato, individuale o collegiale, l’Assemblea provvede alla integrazione ovvero alla nomina di un nuovo Consiglio Direttivo.

Quest’ultimo si riunisce tutte le volte che c’è bisogno ed è convocato dal Presidente con un preavviso di cinque giorni.

Tutte le decisioni del Consiglio Direttivo debbono essere adottate con la maggioranza dei due terzi dei membri.

Le riunioni sono valide se è presente almeno la maggioranza dei membri.

Il Consiglio Direttivo può cooptare esponenti rappresentativi del mondo della formazione professionale che parteciperanno alle riunioni senza diritto di voto.

Spettano al Consiglio Direttivo tutti gli atti di ordinaria e straordinaria amministrazione con esclusione di quelli espressamente riservati alla Assemblea dalla legge o dal presente statuto.

In via del tutto esemplificativa e da non ritenersi esaustiva, spetta al Consiglio Direttivo:

  • accettare i nuovi associati;
  • dare attuazione alle finalità della Associazione in conformità alle direttive dell’Assemblea, gestire l’Impiego delle entrate della Associazione;
  • predisporre i bilanci preventivi e consuntivi da sottoporre alla approvazione dell’Assemblea;
  • approvare i regolamenti di organizzazione interna e curarne la gestione;
  • decidere l’assunzione di personale;
  • determinare i compensi del personale dipendente, dei consulenti e dei collaboratori esterni;
  • deliberare su ogni atto, di carattere patrimoniale e finanziario, che ecceda la ordinaria amministrazione;
  • definire la quota associativa iniziale da far sottoscrivere ai nuovi associati sulla base del patrimonio dell’associazione all’inizio di ciascun anno;
  • fissare la quota associativa che gli associati devono versare entro il 31 marzo di ogni anno.

Il Consiglio avrà pertanto facoltà: di transigere e compromettere; deliberare sulle liti attive e passive; acquistare, vendere, permutare e conferire immobili; consentire iscrizioni, cancellazioni e qualsiasi annotazione ipotecario, accedere a fidi bancari e mutui ipotecari: concedere fideiussioni; operare in valuta.

Art. 11 IL COLLEGIO DEI SINDACI

AI Collegio dei Sindaci spetta il controllo sulla gestione amministrativa e contabile della Associazione.

Il Collegio redige, per l’Assemblea, la relazione annuale ai bilanci preventivi e consuntivi predisposti dal Consiglio Direttivo.

Deve, inoltre:

  • accertare la regolare tenuta della contabilità e l’osservanza delle norme per la valutazione del patrimonio;
  • accertare periodicamente la consistenza di cassa e l’esistenza dei titoli di proprietà dell’Associazione.

Il Collegio dei Sindaci dura in carica tre anni ed è composto da tre membri effettivi e due supplenti, tutti nominati dall’Assemblea.

Il Collegio elegge, nel suo seno, il Presidente che ne coordina la attività e provvede alla sua convocazione.

Il Presidente del Collegio Sindacale assiste ai lavori del Consiglio Direttivo; tutto il Collegio assiste alle Assemblee sociali.

ART. 12

In caso di impedimento o dimissioni del Presidente, del Vice Presidente e del Collegio Sindacale, si provvederà alla loro sostituzione con le procedure previste per la loro nomina.

CAP. 3° – ORDINAMENTO FINANZIARIO

Art. 13

Il patrimonio della Associazione è costituito:

  1. a) dai beni immobiliari e mobiliari e dai valori di qualunque specie che, a qualsiasi titolo pervengono alla Associazione;
  2. b) dalle quote associative iniziali versate dagli associati a tale titolo non sono in nessun caso rivalutabili o ripetibili né attribuiscono la titolarità di quote di partecipazione trasmissibili a terzi a titolo particolare od universali;
  3. c) dai fondi di riserva ordinaria e straordinaria;
  4. d) dalle somme accantonate per scopi diversi da quelli indicati alla lettera b) fino a quando non siano impiegate in conformità alle disposizioni del presente Statuto dalle quote associative iniziali versate dagli associati per la costituzione del Fondo Associativo.

Art. 14

Le entrate dell’Associazione sono costituite principalmente:

  1. a) da contributi annualmente dovuti dagli associati nella misura stabilita dal Consiglio Direttivo.

I contributi associativi si intendono versati a fondo perduto. Le somme versate a tale titolo non sono in nessun caso rivalutabili o ripetibili né attribuiscono la titolarità di quote di partecipazione trasmissibili a terzi a titolo particolare od universali;

  1. b) dalle somme destinate dallo Stato, dalle Regioni, dalle Province, dagli Enti Locali e dalla Unione Europea per la gestione delle attività previste dal presente Statuto;
  2. c) dagli interessi attivi e dalle altre rendite patrimoniali;
  3. d) da eventuali lasciti e donazioni;
  4. e) da altre sovvenzioni e da finanziamenti concessi dallo Stato, dalle Regioni, dalle Province, da Enti pubblici e privati;
  5. f) da eventuali quote di iscrizione e/o di partecipazione degli utenti ai servizi prestati dalla Associazione.

Art. 15

Le disponibilità della Associazione derivanti da avanzi di bilanci possono essere investite:

  1. a) nel potenziamento delle strutture della Associazione;
  2. b) in beni immobili destinati al funzionamento delle attività istituzionali centrali e periferiche;
  3. c) in attrezzature necessarie alla formazione professionale ed alla promozione morale culturale e civile;
  4. d) in titoli di Stato o garantiti dallo Stato, in depositi fruttiferi presso Istituti di credito di diritto pubblico o di notoria solidità, al fine di meglio realizzare gli interventi ed investimenti di cui ai precedenti commi a), b), c);
  5. e) In qualsiasi altra forma l’Assemblea ritenga utile al raggiungimento delle finalità della Associazione.

E’ vietata, durante la vita della Associazione, la distribuzione in qualsiasi forma, anche indiretta, di utili o avanzi di gestione comunque denominati nonché di fondi, riserve o capitale, salvo che, la destinazione o la distribuzione siano imposte per legge.

Art. 16 IL COMITATO DEI PROBIVIRI

Il comitato dei probiviri è composto da 3 componenti effettivi e da 2 supplenti eletti dall’Assemblea, anche tra i non soci. Qualsiasi vertenza tra associato e gli organismi sociali e fra gli associati stessi sarà deferita al Comitato dei Probiviri.

Il comitato giudica come amichevole compositore senza alcuna formalità di procedura.

Art. 17

L’esercizio finanziario della Associazione ha inizio il 1° Gennaio e termina il 31 Dicembre di ogni anno.

Entro il 30 giugno dell’anno successivo il Consiglio predispone il bilancio economico e finanziario della Associazione secondo i criteri previsti dalla normativa.

Il Consiglio predispone anche il Bilancio Preventivo.

Il bilancio consuntivo e quello preventivo vengono inviati al Collegio dei Sindaci e sono depositati preso la sede sociale per la consultazione degli associati almeno 15 giorni prima della seduta dell’Assemblea chiamata ad approvarli.

Il bilancio della Associazione è pubblico.

CAP. 4° – SCIOGLIMENTO O LIQUIDAZIONE DELLA ASSOCIAZIONE

Art. 18

In caso di scioglimento della Associazione per qualunque causa, il suo patrimonio deve essere devoluto ad altra associazione con finalità analoghe o a fini di pubblica utilità, sentito l’organismo di controllo di cui all’art. 3, comma 190 della legge 23 dicembre 1996 n. 662, salvo diversa destinazione imposta dalla legge.

Art. 19

Per quanto non previsto dal presente Statuto, si fa riferimento alla legge 460/97 e alle norme del Codice Civile in quanto applicabili.